Tra fotografia e disegno, per una lirica del paesaggio.

October 3, 2018

Luca Piovaccari, artista e fotografo, firma l'immagini manifesto della mostra Vie Periferiche descrivendo un paesaggio in bilico tra testimonianza e proiezione.

 

Luca Piovaccari ha pochi, esclusivi, soggetti di posa, su cui il suo obiettivo instancabilmente ritorna, come per un incantamento, per una coazione di indagine – e di passione. Lande di periferia dove si stendono, baluardi dell’orizzonte post-industriale, edifici di cemento dalla conformazione grigia e austera. Edilizia suburbana ad impianto modulare, collocata in perfetto squadro con le proiezioni ortogonali del paesaggio circostante.

 

L’occhio del fotografo è troppo accorto (e squisitamente educato) per fare di questa materia il vessillo dell’ennesimo j’accuse al degrado civile – la scelta, il ritaglio di immagine, cade su questi fabbricati e sull’ambiente che li circonda non per strapparne il grido, la lacerante insensatezza, ma per ricavarne una ragione d’armonia, un riscatto, una presenza. Una fondazione dell’esemplare (e dunque del memorabile) in siti lontanissimi dal suggerirlo, luoghi anonimi, scarnificati, muti – ristabilire per essi e a partire da essi una nuova valenza.

 

 

 

L'artista riesce a distillare questi valori, senza cedere alle lusinghe della provocazione estetica; riesce a provocarli con discrezione, sollevando i suoi ritratti in un equilibrio, in una grazia, che rasenta la purezza dell’ikebana, mitigando il nudo e crudo di ogni esposizione – convertendo l’evidenza della fotografia, il suo imporsi senza mediazione, in una trama di accenni e di rimandi.

 

La sua arte è tesa a questo continuo bilanciamento, a una compensazione che, quasi per contrasto rispetto alla mole occlusiva dei suoi soggetti, si avvale di artifici misuratissimi, calibrati per diversi stadi di leggerezza. Una levitas, una grazia, che si realizza tramite gli accorgimenti propri della sintassi fotografica ma anche attraverso le appendici delle installazioni: in entrambi i casi, interventi che non sofisticano l’immagine iniziale, che non ne corrompono il senso – che, distanziandola, la rivelano.

 

 

 

(...)

Pratiche di dissolvenza e pratiche di differimento. È una nuova genesi della selva, del perimetro sacro. Una nuova epifania del bosco pietrificato, nel luogo che, sottratto alla catena produttiva e utilitaristica, all’alienazione mercantile, rivela una possibile tensione ideale, diviene intatto simulacro.

 

Dovendo fare i conti con una natura perduta, là dove per natura si intendeva cosmo, innocenza, pienezza, Piovaccari tenta di ripristinare questo spazio in un alter luogo, nel cuore della pianificazione industriale. Ripartendo da impensate relazioni, da centri in cui il paesaggio desolato ha rivelato una forza nuova, una moderna – perché dilatata, acronica, naturale – bellezza.

 

Roberta Bertozzi

 

estratto dal testo critico

Genesi della selva, note sulla fotografia di Luca Piovaccari, in Alchemy n. 1, dicembre 2006

 

Luca Piovaccari, Cesena 1965.

 

Personali: 2005 “The Garden” Dellapina arte contemporanea, Pietrasanta. 2006 “Solo show Piovaccari”, Romberg, Roma .2007 “ Ricognizioni sul paesaggio (Volti e spazi)” Museo Civico del Territorio, Cormons (Go). /“Ingresso ai luoghi”, castello di Guiglia Modena./2009 X Rooms, Design Centre, San Donà di Piave, Venezia./“Landscape” Dellapina arte contemporanea, Pietrasanta. /2010 Lurie Gallery , Los Angeles./2011 “Mentali fragili equilibri “ Galleria Romberg, Latina.

 

Collettive: 2006 “ OPEN SPACE “ Centro Candiani Mestre Venezia. /“ Più opere al Mar “ le nuove acquisizioni del museo Museo d’Arte della città di Ravenna. /2009 Scope, ArtBasel /“ Plenitudini” Galleria d’Arte Moderna di S.Marino. /2010 “ Still a live “ Fondazione Pomodoro, Milano. /2011 “ La costante cosmologica“ Fondazione Rocco Guglielmo Giovanni, Catanzaro /2012  Selvatico spore due “ E bianca “  Pescherie della Rocca, Lugo. /2013 “ Natura e Artificio “ il Vicolo, Cesena. /2014  Cristallino -“ Ricostruire il mondo “ Musas, Santarcangelo di Romagna /“ La scrittura disegnata “ Musas , Santarcangelo di Romagna/ Selvatico Tre “ Una testa che guarda “ Museo Civico San Rocco, Fusignano /2015 “ Close – UP  Il primo piano sulla pittura Italiana”, Palazzo Collicola Spoleto/ Casabianca -Disseminazioni, Casabianca, Zola Predosa Bologna

 

 

 

 

 

Please reload

POST RECENTI

August 2, 2017

January 18, 2017

December 12, 2016

December 5, 2016

November 18, 2016

Please reload

ARCHIVIO
Please reload

TAGS
Please reload

  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square

CRISTALLINO

LUOGHI PER LE ARTI VISIVE

contatti

Segui CRISTALLINO

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon
  • Grey Instagram Icon
  • Grey YouTube Icon