Per una poetica degli spazi: il nuovo numero della rivista Edel

September 8, 2017

 

 

Il nuovo numero di Edel esce in concomitanza con la 5ª stagione del Festival di arti contemporanee Cristallino, e ne costituisce l’ossatura teorica e insieme un ulteriore sviluppo discorsivo. Una stagione del Festival dedicata al concetto di spazio, inteso in tante accezioni diverse: spazio fisico, nel quale siamo gettati, e spazio della rappresentazione, e ancora "zona", scena, campo psichico. Inclusi tutti quei segni che ci permettono di connetterci con la spazialità, di riconoscerla non solo come una mera estensione: argini, sconfinamenti, innesti, feritoie, inquadrature, strutture, linee di demarcazione, distribuiti tagli… La possibilità di agire uno spazio, di abitarlo, percettivamente e concretamente, deriva dall’intervento di questi segni. Dal loro impostarsi, o incunearsi in modo illecito, in un perimetro oggettivo, qualitativamente omogeneo e quindi indifferenziato, stampando in esso una direzione: trasformando l’ambiente dato in ambiente costruito.

 

 

 

In un saggio dal titolo Battaglia conto lo spazio, Henri Michaux tratteggia un fenomeno paradossale: a dispetto di una vita moderna divenuta via via sempre più estroflessa, assetata di luoghi aperti e transitivi, il quadro, il dipinto, continua a statuirsi come un luogo chiuso. Se la furia iconoclasta delle arti degli ultimi due secoli ha frantumato tutto il frantumabile (canone, forma, oggetto, linea), secondo Michaux la prospettiva, intesa come dispositivo euclideo diretto a organizzare la nostra visione, ne è uscita stranamente illesa. Il saggio è del 1945, altre rivoluzioni si sono poi succedute nel campo della rappresentazione. Eppure lo spazio – l’idea stessa di rappresentabilità dello spazio – insiste in certa misura a configurarsi come un tabù, come un ostacolo. Quale l’esortazione conclusiva? Un incitamento a rompere la “camicia di forza” della prospettiva, a incrinare l’unidirezionalità della nostra visione, a instaurare una nuova sintassi dello spazio rintracciando ciò che non si muove a livello dello sguardo – e, soprattutto, dei corpi.

 

Etimologicamente prospettiva significa vedere attraverso. La prospettiva implica una pressione nel piano, una sua incisione. È il punctum in cui interviene un elemento estraneo alla spazialità eppure ad essa simultaneo e complementare: il tempo. Per riappropriarci di uno spazio, per modellarlo, per sommuovere un fondale altrimenti inerte, è necessaria questa interruzione generativa rappresentata dall’asse del tempo cronico: il tempo degli avvenimenti e degli avvertimenti, il tempo in cui il nostro rapporto con lo spazio si diversifica dalla durata, dalll’essere-di-passaggio, per cristallizzarsi in uno spazio ultimativo, in una agnizione interiore.

 

Ultima nota. In una delle sequenze finali del film Stalker di Andrej Tarkovskij, i due protagonisti, lo scrittore e lo scienziato, si trovano sul limite della zona, dinanzi a quella camera vuota, a quel volume isotropo in cui si chiude il divario tra il reale e il simbolico. Scrive Slavoj Žižek: “Quando finalmente raggiungono la stanza i due non riescono a pronunciare i loro desideri in quanto non credono abbastanza”. Per accedere alla coincidenza di spazio e tempo occorre avere fede. Occorre affidarsi a un dato sovra-intenzionale, simile a qualcosa di rabdomantico, che implica una perdita della nostra vigilanza panottica, sistemica, euclidea. Occorre accogliere lo iato che si insinua tra l’esperienza data e la nostra visione. Occorre mettere un piede oltre la soglia.

 

 

 

Roberta Bertozzi

 


EDEL

anno 5 | ottobre 2017

NUMERO 7

spazi traiettorie intersezioni

 

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero

Marco Valerio Amico, Claudio Ballestracci, Roberta Bertozzi, Francesco Bocchini, Massimo G. Eusebio, Alessandro Giovanardi, Massimo Proli,  Daniele Torcellini, Alberto Zanchetta

 

 

L’opera manifesto è di Giorgia Severi
Ghost Landscape.Canphora Tree
China su cartoncino, 2016 

 

Edel è il bollettino di 

Calligraphie (con)temporary art&books

www.calligraphie.it

calligraphie@calligraphie.it

© Tutti i diritti riservati 

 


Progetto grafico e impaginazione

LampeStudio – Cesena

lampestudio@calligraphie.it

 

 

 

 

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