Life motif

December 5, 2016

 

 

 

Fare musica è trovarsi nell'imbarazzo.

Noi siamo teste vuote, ossa crepitanti nel vento bollito.

Siamo gente miserabile di provincia, ed il nostro lavoro musicale è una progressione ininterrotta di copie imprecise, che svuotano il senso dell'originale.

Scegliere l'imprecisione come canone è pensare la musica fino all'attimo prima che si risolva nella sua dimensione di lussuosa normalità.

 

Fermasi sul crinale del non finito, del provvisorio sposta il fuoco sulla musica nel suo farsi.É così che nel nostro lavoro diventano fondamentali lo spazio ed i gesti.

Un concerto necessita di una struttura, di una tensione narrativa implicita.

 

La narrazione vuole il rigore di una scena.I suoni concreti presi in prestito dalla scena invisibile del quotidiano, diventano fulcro dell'azione musicale.

Al tempo stesso coesiste nel nostro lavoro l'ossessione per il suono pop, per il dileggio, combinata ad una forte propensione massimalista.

Perchè la musica è tutta contemporanea, e in musica la golosità non ha limite.

 

 

“La musica è l’arte che più d’ogni altra vi sposta continuamente,

che vi rende sensibili ai posti, ai cambiamenti di posto

e che li provoca nel corpo.”

Henri Michaux

 

 

 

 

 

The Faccions, Cena sul Ring

 

 

 

 

 

 

 

 

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