Cristallino Cantieri: Claudio Ballestracci per il Memoriale del Contemporaneo

January 20, 2016

Sabato 23 gennaio inaugurano i Cantieri di Cristallino. Il primo appuntamento è con Claudio Ballestracci e la sua rilettura sensoriale della vita di trincea.

 

I cantieri di Cristallino rappresentano dei raids o incursioni artistiche all’interno del Musas, il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo di Romagna, con l'intenzione di aprire ulteriori varchi e prospettive rispetto alla programmazione del Festival.

La stessa parola “cantiere” sta a significare la matrice estemporanea di questi progetti espositivi: nello specifico due allestimenti mobili, aperti, tensivi; due mostre che, seppur differenti quanto a premesse tematiche ed esiti stilistici, si rivelano ancorate al medesimo contenuto, intese come sono a una ricognizione della condizione umana, passando attraverso le esperienze traumatiche dei conflitti dell'ultimo secolo e la progressiva reificazione sociale e culturale che ha contraddistinto la modernità.

 

Entrambi gli artisti, Claudio Ballestracci ed Erich Turroni, puntano il loro obiettivo sulla possibilità stessa dell'umano, mettendo a fuoco la fragilità del suo pensiero e delle sue azioni, il sentimento di sradicamento, l’alienazione, il collasso delle utopie anche in senso etico-politico. Se in Ballestracci queste riflessioni prendono le mosse dalla sofferenza storica, da quella frattura nel cuore della civiltà Europea provocata dalle guerre mondiali, in Turroni si precisano nell’ipotesi di un’era post-human, dove la dimensione umana si fa liquida e transeunte.

 

 

Sabato 23 gennaio partirà il primo cantiere, con l'inaugurazione di un progetto di Claudio Ballestracci, nell’ambito del Memoriale del Contemporaneo. Si tratta di una installazione sollecitata dal centenario della prima guerra mondiale, raccogliendo in una serie di teche le testimonianze dei soldati al fronte. Il punto di partenza è una scelta di lettere e cartoline scritte dai soldati semplici, ora raccolte nel libro Verificato per censura di Giuseppe Bellosi e Marcello Savini, di cui sono messe in mostra le versioni originali, per concessione della Biblioteca Malatestiana di Cesena.

 

I testi sono accompagnati da alcune registrazioni audio, ambientate con i rumori e suoni tipici di una trincea, e da qualche oggetto di uso quotidiano sul fronte, tratto dalla collezione di Bruno Zama e Angelo Nataloni.

I file audio di tutte le vetrine sono diffusi contemporaneamente in modo da percepire una specie di coro intimo e confuso, così come spesso ci è dato coglierlo nei forzati assembramenti umani.

 

Ciò che si percepisce nella sala dell’allestimento è un intenso contatto con il sentimento di precarietà sperimentato da questi uomini; attraverso la riproduzione sensoria del contesto bellico, a colpirci è un universo di affetti, speranze, sollecitudini – il tutto narrato da un lessico umilissimo, sgrammaticato e claudicante, che diviene indizio delle umili origini di questi soldati. Sono racconti minimi, dove prevale l’elenco delle povere necessità, la nostalgia di casa, il sincero patriottismo, il tedio e l’insopportabile stasi, che assurge quasi a dimensione metafisica, propria della guerra di trincea.

 

 

Permettendoci di partecipare quasi in prima persona, attraverso gli stimoli uditivi e visivi innescati dalle audiovetrine, al dramma vissuto da questi uomini, Claudio Ballestracci ci invita anche a una riflessione sulla nostra epoca, oggi che la guerra è diventata né più né meno che uno spettacolo, fra simulazione cinematografica e scoop giornalistico, repertorio storico e disinformacija; oggi che il mondo occidentale vive da passivo spettatore i conflitti che persistono ai suoi margini, finendo per restarne stranito quando si verificano entro i suoi confini.

Questa installazione finisce per riportarci alla consapevolezza della fittizia pax culturalis che ci circonda, alla necessità di non abbassare la guardia, di non rinunciare mai all’esercizio critico e alla presenza.

 

Roberta Bertozzi

 

Godo nel sentire che state tutti bene

 

una installazione di Claudio Ballestracci

per il Memoriale del Contemporaneo

 

Voce

Dany Greggio

Suono e montaggio

Stefano Bisulli

Oggetti originali

Angelo Nataloni e Bruno Zama

 

In collaborazione con

Comune di Bellaria Igea Marina

Biblioteca Malatestiana di Cesena

Produzione

La Casa Rossa di Alfredo Panzini 

 

http://bit.ly/1OFTLbt

 

 

 

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