PAOLO BUZZI

 ORTI SIBERIANI

 

Via Fornazzo 16

Bagnacavallo RA

DOMENICA 09 SETTEMBRE 2018 / ORE 18.30

PAOLO BUZZI

+ GDG MODERN TRIO

Paolo Buzzi integra da sempre nel suo lavoro opere scultoree e installative con dipinti e opere su carta, secondo una visione estetica intesa a consegnarci un’immagine di paesaggio al grado zero della sua possibilità rappresentativa. Nel suo percorso, dominato dal tema della natura, la pratica pittorica si fa pratica sottrattiva, attraverso un’economia segnica e cromatica che tende a diluire l’oggetto, a sfaldarlo e sottilizzarlo, secondo una pratica intesa a instaurare degli intervalli, a produrre mancanza, a sottrarre peso alla ipersignificazione, alla sovradeterminazione che connota ogni dato di realtà. Contro questo horror pleni, questa spirale inarrestabile di oggetti, informazioni, segni, egli schiera la sua personale cupio dissolvi; alla visione densa, opaca, sostanziale del paesaggio che ci circonda, egli oppone dei passaggi d’ombra, delle sfocature, dei vuoti. Una operazione, questa, che vede in certa misura il suo trionfo nelle installazioni: composizioni immerse in una resina lattiginosa, semi-vitrea; cristallizzate e dunque depurate di ogni attributo di vita; bruciate dalla salificazione, fissate dalla smaltatura, entrambi passaggi necessari per restituire ogni cosa alla sua semplice, basilare forma, al di là di tutti gli aggettivi che saremmo tentati di attribuirgli.

Qui l’elemento naturale, sublimato nella sua spoglia esanime, viene innestato a strutture di recupero, creando degli assemblaggi che rivestiti di una glassa immacolata sembrano assumere una funzione totemica, quasi fossero tanti singoli oggetti di culto. La verticalità impressa dall’artista a questi ultimi lavori, esalta ancora di più l’aspetto ieratico dell’elemento naturale, quando straniato dal suo contesto e massimamente sofisticato tende a farsi araldo di un’altra dimensione.

Roberta Bertozzi

Paolo Buzzi è nato a Comacchio (FE), è residente a Bagnacavallo di Ravenna dove vive e lavora. Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha trascorso periodi di studio all’Ecole de Beaux Arts di Saint Etienne in Francia. Attualmente collabora con diverse gallerie d’arte contemporanea. I suoi lavori sono stati presentati nelle principali fiere italiane e sono presenti in alcune collezioni private. Ha esposto in numerose collettive e personali sia in spazi pubblici che in gallerie private.
Mostre principali recenti : 2018 Destino glorioso, CasermArcheologica, Sansepolcro (AR) a cura e testi in catalogo di I. Margutti e L. Caruso. 2017 Micro collezione permanente, Galleria C31, Cesena a cura di R. Bertozzi -Di-versi, ingranare, Hangar Rosso Tiepido, Modena, a cura di F. Fiumelli -Doppio sogno, Galleria il lepre, Piacenza. 2016 Lacustre, Galleria Il lepre, Piacenza -Paesaggi/landscapes per Edel, Senape art space, Bologna, a cura di Calligraphie, presentazione di R. Bertozzi. 2015 Still White, a cura di Galleria Lara e Rino Costa Arte Contemporanea, Valenza (AL) -Natura per Elisa, EDEL # 4, Torre del Nuti, Museo di Scienze Naturali di Cesena, interventi critici di R. Bertozzi e S. Mazzotti -Germinal, Palazzo Don Baronio, Savignano sul Rubicone (FC) cura e testi in catalogo di R. Bertozzi e D. Torcellini. 2014 Hotel Cabiria, San Mauro Pascoli (FC) a cura di F. Bocchini e C. Ballestracci -Still Alive, BrerArt  contemporary art week, Milano, a cura di C. Gangitano  -Sei legato a atomi e molecole, Museo Storico Archeologico, Santarcangelo di Romagna (FC) a cura di F. Bocchini -Sogni, ombre del vero, Centro culturale di Russi (RA), a cura del Comune di Russi, testo in catalogo di R. Bertozzi -Natural 2.0, pescherie della Rocca Estense, Lugo (RA) a cura e testi in catalogo di S. Fabbri e A. Riva -Naturalia, Studio Arch. Zaccherini, Castel Bolognese (RA) Settimana del Contemporaneo a cura del Comune di Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche. 2013 -Eco-logica, Leo Galleries, Monza. 

Formato da Francesco Giampaoli (bass, classical guitar, moog. OP1, woodblock), Bruno Dorella (electric guitar, percussions, vibraphone) e
Stefano Ghittoni (samples, beats and keys).
Tre musicisti che vengono da esperienze diverse e con altre band  che hanno dato vita al disco SPAZIO 1918, un Retrofuturo, in cui l’elettronica ha un sapore vintage, la musica di bassi e chitarre ha una ritmica elettronica e dove le certezze di chi suona si adattano ai mutamenti inattesi di alcune delle menti più fertili in circolazione da molti anni nel panorama indipendente.
Le otto tracce che compongono il disco hanno avuto una gestazione abbastanza lunga, circa due anni, durante i quali Ghittoni ha proposto le sue idee di partenza, già fortemente permeate del suo immaginario di elettronica vintage, che sono state sviluppate insieme da Dorella e Giampaoli; un processo molto stimolante che ha sorpreso e divertito entrambi, facendo emergere l’attitudine exotica di Giampaoli e quella più spigolosa di Dorella, accomunate dalla fascinazione per le atmosfere lynchiane. Spesso i ruoli si sono interscambiati, con Giampaoli che, oltre al basso, ha suonato synth e chitarre acustiche, e Dorella che, oltre alla chitarra, ha suonato percussioni e vibrafono.  Infine, ognuno dei tre, ha proposto un’ “interferenza”, un field recording, un elemento narrativo che ha completato la “palette” della musica di GDG Modern Trio.

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