MARCO DE LUCA

 IL TEMPO RITROVATO

 

Via Salara 33

Ravenna

DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018 / ORE 18,30

MARCO DE LUCA

+ CAL TRIO

Le stesure di fondo dei mosaici paleocristiani e bizantini, gli spazi indefiniti contro cui si stagliano le figure dei santi o le porzioni di suolo su cui appoggiano, senza peso, i loro piedi, sono le fondamenta visive da cui De Luca avvia la sua personale ricerca espressiva. Misti di tessere, di cui il nostro enfatizza le modulazioni più o meno accentuate del colore, secondo le direzioni della verticalità e dell’orizzontalità, un blu che scolora in un azzurro chiaro, un rosso che da vermiglione si fa carminio, monocromi o quasi-monocromi, contrasti, gradienti. De Luca affronta di petto una delle caratteristiche più suggestive della tecnica del mosaico: l’impossibilità di miscelare i colori sulla tavolozza o lasciare che, liberamente, si mescolino sulla tela, come può fare un pittore. Con il mosaico i colori possono solo essere accostati l’uno all’altro. La percezione di chi osserva completa l’opera, per via della mescolanza ottica dei colori di ogni tessera con quelli delle tessere che le giacciono accanto. Il mosaico presuppone un alto coinvolgimento da parte dell’osservatore. A questo serve il passo indietro.

Di fronte alle opere di De Luca occorre fare un passo indietro per immergervisi, per permettere alla nostra limitata acuità visiva di completare il lavoro e lasciare che il colore perda consistenza, si alleggerisca, non sia più il colore di un materiale ma sia puro colore, sospeso e indefinito di fronte a noi, come il colore del cielo o, per rimanere ancorati a Ravenna, quello di una densa nebbia. 

Daniele Torcellini

Marco De Luca nasce nel 1949 a Medicina, in provincia di Bologna.
Dopo i primi studi presso l’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico a Ravenna, si diploma nel 1973 all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua inclinazione alla tecnica musiva conduce De Luca a coniugare la produzione artistica all’insegnamento: tra la fine degli anni settanta al 2002 è docente di discipline pittoriche all’Istituto statale d’Arte per il Mosaico “Gino Severini”; organizza workshop e seminari
presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna ed altre istituzioni; nel 1998 pubblica il libro “Il mosaico per immagini”, considerato tuttora fondamentale per una didattica scientifica del mosaico bizantino. Il 1982, anno di trasferimento definitivo a Ravenna, coincide con l’apertura di un proprio atelier e con la fondazione dell’Associazione Mosaicisti di Ravenna, della quale è vicepresidente e che costituisce una costola operativa dell’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei.
Oltre alle mostre personali e alle collaborazioni nazionali con artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro e con le istituzioni pubbliche, dal comune di Ravenna fino al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2011 De Luca partecipa alla IV Biennale di Mosca e nel 2012 gli viene dedicata la personale «Silicio con-forme» presso la Musivum Gallery, a Mosca e nel settembre 2012 al MAR di Ravenna.
Attualmente vive e lavora a Ravenna. I suoi lavori sono esposti in vari musei, istituzioni e collezioni private, in Italia e all’estero.

Con questa formazione il chitarrista e compositore Domenico Caliri riprende il progetto del guitar trio, avviato già negli anni 2000 con il primo Cal trio – con una differente sezione ritmica -, dando continuità al proprio percorso compositivo incentrato sulla chitarra, e mettendo in evidenza una personale rielaborazione delle varie possibilità timbriche dello strumento.

Il leader è coadiuvato in maniera magistrale da due musicisti dotati di una sensibilità musicale non comune: il contrabbassista Stefano Senni, tra i più attivi in Italia (importanti collaborazioni con Tony Scott, Benny Golson, Art Farmer, Lee Konitz, Steve Grossmann, Franco Ambrosetti, Enrico Rava e tanti altri ) ed il batterista Marco Frattini (tra gli altri ha

suonato con Flavio Boltro, Fabio Morgera, Max Ionata, Vincenzo Vasi e molti leader della nuova scena jazzistica italiana).

Il repertorio ruota attorno ai brani originali del nuovo disco, la cui pubblicazione è prevista per la primavera del 2018 con l’etichetta Caligola, per la quale il gruppo ha già pubblicato il secondo disco “Do ut do” (il disco d’esordio “Casa 3” è stato pubblicato da BassesfeRec). La musica del Cal Trio 2.0 è intrisa di jazz, ma anche di improvvisazione libera e di strutture non convenzionali. Il dialogo continuo tra il leader e la sua ritmica risulta una caratteristica evidente fin dal primo ascolto. Oltre i brani originali il trio esegue anche alcune riletture di celebri standards.

La musica di questo gruppo guarda avanti con la coscienza del passato; essa mantiene vivo lo spirito innovativo insito nel linguaggio jazzistico, tralasciando tuttavia le convenzioni di maniera.

CAL TRIO

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