GERMINAL

 FRANCESCO BOCCHINI

 GIOVANNA CAIMMI

GERMINAL una indagine sulle soglie urbane

CORTE ZAVATTINI 31_Cesena 

Ex-Zuccherificio_Cesena

Comune di Cesena

Regione Emilia-Romagna

IBC Emilia-Romagna

#Cristallino19

#CantieriCristallino

Questo dialogo tra l’opera di Francesco Bocchini e quella di Giovanna Caimmi è rivolto ad aprire una nuova finestra di riflessione sul tema che ha interessato la 6^ edizione del Festival Cristallino.

Ne è un approfondimento ulteriore – o, se vogliamo, una proficua deviazione di percorso, dato che nel lavoro di questi artisti ci si presenta una configurazione del paesaggio non tanto come somma delle intersezioni umane e naturali, quanto come disegno originale – come una specie di archetipo, di arcimodello.

 

Avevamo parlato, nelle mostre precedenti, di una geografia che si fa ripensamento dello spazio paesaggistico; e allo stesso tempo di una geografia urbana che sconfina nella biografia, nel resoconto degli attraversamenti quotidiani. Con questo progetto espositivo accantoniamo per un attimo queste coordinate per una totale immersione nel dato di natura. Parliamo di fisica, di meccanica e di genesi biblica, il che, tutto sommato, è parlare della stessa cosa. Parliamo di un paesaggio organico, storico, biologico, simbolico. Incontriamo l’idea di una natura naturans, di una esteriorità immanente e continua, esclusivamente mossa dallo sforzo di trascendere e realizzare se stessa.

 

Secondo due soluzioni diametralmente opposte, che tuttavia agiscono come le facce di una identica medaglia, gli artisti incarnano questo paradigma e ne esauriscono, con impressionante sincronicità, le potenzialità teoriche. Perché sia il principio meccanicistico, che troviamo nelle installazioni e nei meccanismi di Bocchini, sia quello organico, così frequente nei disegni su carta di Caimmi, non divergono nella sostanza.

Ciò che entrambi ci restituiscono, per vie diverse e insieme complementari, è una delle idee di natura tra le più classiche che possano esserci. La natura come forza cieca, sola capace di operare secondo un’autonomia legiferante e misteriosa – il suo costituire un crogiuolo inestricabile di atti, forme, funzioni, un ordo rerum senza appello alcuno.

 

Il focus centrale dell’esposizione è rappresentato da delle imponenti strutture vegetali, l’installazione metallica Crocefissione Grunewald di Francesco Bocchini e una serie di carte di grandi dimensioni di Giovanna Caimmi. Sono lavori che traducono la proliferazione germinativa dell’elemento naturale, il suo dispiegarsi come una “geografia del profondo”, dove dato paesaggistico, sintesi chimica ed energia meccanica, sempre nel solco di una incomprensibile, e dunque portentosa, specularità, finiscono per disegnare quello che è il profilo del mondo.

Francesco Bocchini. Nato a Cesena nel 1969, la sua operatività si è concentrata su lamiera e ferri smaltati per produrre macchine di marchingegni elementari. Meccanismi, installazioni, teche e altro: lamiera di ferro dipinta a olio, un lavoro in equilibrio tra ironia, mistero e dramma. Dalla metà degli anni ’90 il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, in gallerie private e in spazi pubblici.

 

Giovanna Caimmi è docente in ruolo presso l’Accademia di Belle Arti, Dal 2013 al 2016 è stata membro interno del CdA della Fondazione Zucchelli come rappresentante dell’Accademia di Belle Arti, dove ha svolto numerose attività curatoriali per promuovere i giovani artisti. Ha svolto docenza Erasmus presso numerose Accademie europee, a Parigi, Lisbona, Madrid, Granada, Las Palmas, Hasselt, nonché Master Class in Cina.

Tra le mostre più recenti: “The white lights”, 4/3/2019  PXL –MAD University College Hasselt / “Heaven”, 1/2/2019, Bologna, Spazio B5, a cura di Alice Rubbini /“Cantiere disegno ", Biennale del disegno di Rimini, a cura di Annamaria Bernucci, Andrea Lo Savio, Massimo Pulini, 2018 .

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