FEDERICO GUERRI

 LA DISCIPLINA

 DEL CARTOGRAFO

 

Via Braghittina 830

47522 Cesena FC

DOMENICA 15 OTTOBRE 2017 / ORE 18

FEDERICO GUERRI

+ MATTEO MONTI + FRANCESCO GUERRI

Di fronte alle tele di Federico Guerri si ha l’impressione di essere tratti in un movimento vorticoso, lo sguardo è costretto a rapide dislocazioni, completamente assorbito nel tentativo di convogliare in un unico spettro il fascio irradiante dei segni. Questo effetto cinestesico deriva dalla natura stessa della composizione: come accade nelle volute degli arabeschi, nei reticoli musivi, nell’anima alveolare degli intarsi, l’immagine già da subito impressa nel cardine dei singoli elementi giunge a palesarsi unicamente in forza della loro successione e delle loro reciproche relazioni.

Lo sguardo dello spettatore non può far altro che assecondare questo svolgimento, inseguendo l’innesto di un segmento nell’altro, contemplando l’intero sistema di giunture e intersezioni, nel quale ogni tratto esprime una elongazione del possibile, una fondamentale risposta al vuoto.
Qualunque ipotesi circoscritta di figurazione risente di questa evoluzione: qui una cupola, una volta, un’arteria stradale, e poi guglie, capitelli, tetti, le vertebre di una muraglia – individuata per una specie di planimetria aerea, ogni idea di territorio, sia esso urbano o selvatico, verosimile o fantastico, si dissolve in una compagine di onde e rifrazioni, di cui ogni linea non rappresenta altro che l’energia di propagazione.

Roberta Bertozzi

Federico Guerri è nato a Cesena  nel 1972 dove vive e lavora. Si è laureato nel 1995 all’Accademia di Belle Arti di Bologna in scultura. Dopo gli studi inizia la sua personale ricerca che lo porterà alla creazione di sculture di grande formato collocate in spazi naturali, per poi passare progressivamente ad un linguaggio teso ad unire l’aspetto plastico con quello pittorico. L’esperienza con l’incisione e in particolare con l’acquaforte che apprende nel laboratorio del padre calcografo lo porta alla creazione di vari cicli di stampe. Le tecniche incisorie sviluppano nella sua  ricerca una fusione tra pittura e disegno. Nel 2005 vengono create i primi quadri dove il segno a grafite disegnato sul tela non preparata crea una trama di segni e strutture in cui la geometria dell’architettura trova il suo ibrido nella natura. I soggetti delle opere si sviluppano sui ricami della distruzione, nelle planimetrie dissestate, nella visione di palazzi sfilacciati ed erosi da una  forza corrosiva che mina il collante di ogni costruzione. Parallelamente ai lavori su tela vengono create delle ardesie di grande dimensione dove il segno graffiato e inciso nella pietra dà vita a lastre severe che in una alternanza di luce ed ombra, restano nei limiti estremi del bianco e nero. Recentemente ha realizzato delle sculture in legno che si modulano in forme e dimensioni di volta in volta diverse in dialogo diretto con lo spazio dove vengono installate. Tra le sue mostre personali recenti, ricordiamo quella alla Galleria Montoro12 di Roma, nel 2013,  con testi in catalogo di Ursula Hawlitschka e Flavio Ermini. Nel 2010 si tiene alla Galleria L’Affiche di Milano, una personale con testi in catalogo di Valerio Dehò e Roberta Bertozzi. Inoltre ha esposto alla Galleria Gasparelli di Fano in mostre personali e collettive e alla Galleria Weber&Weber di Torino. Ha esposto in mostre bipersonali con Francesco Bocchini alla Galleria Defreo di Berlino e con Germano Sartelli a Casa Rossini a Lugo.

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