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18/01/2017

In una recente intervista Giorgia Severi ha affermato che il suo continuo archiviare porzioni di paesaggio corrisponde alla necessità di dare testimonianza di quei brani di realtà materiale e storica che stanno mutando in maniera irreversibile e che sono in procinto di scomparire. Una poetica, la sua, che sento molto affine a quella di uno dei più grandi esponenti della poesia italiana del 900, Andrea Zanzotto, nei cui versi la disamina di un paesaggio devastato o perduto si fa elegia attiva, atto testamentario, documento estremo.

Giorgia...

12/12/2016

L’opera di Andrea Salvatori si pone al crocevia di diversi input formali, all’interno di una esperienza visiva che rielabora, disancorandola dalle sue implicazioni sociali e interpretative, una tra le più invasive categorie estetiche del Novecento: il Kitsch.

Si tratta di una ricerca che prendendo le mosse dal manufatto ceramico, e in modo particolare da quel retaggio di ammennicolo che l’oggetto ceramico veicola inesorabilmente con sé, giunge a sublimarlo in occasione scultorea, per tramite di una sperimentazione avvinta alle linee, ai volumi,...

Nel processo di valorizzazione di un’opera d’arte il museo svolge un ruolo di primaria importanza. Può essere considerato un’interfaccia, non l’unica, certo, ma di peso, che si pone tra lo studio dell’artista, dove l’opera è ideata e realizzata, il luogo sacro dove si rinnova, di giorno in giorno, quella magia della creazione e la dimora o il caveau dell’acquirente, il collezionista che per amore dell’arte o per investimento economico decide di acquistare quell’opera.

Nella tendenza sempre più accentuata alla finanziarizzazione dell’arte, ben t...

05/12/2016

Fare musica è trovarsi nell'imbarazzo.

Noi siamo teste vuote, ossa crepitanti nel vento bollito.

Siamo gente miserabile di provincia, ed il nostro lavoro musicale è una progressione ininterrotta di copie imprecise, che svuotano il senso dell'originale.

Scegliere l'imprecisione come canone è pensare la musica fino all'attimo prima che si risolva nella sua dimensione di lussuosa normalità.

Fermasi sul crinale del non finito, del provvisorio sposta il fuoco sulla musica nel suo farsi.É così che nel nostro lavoro diventano fondamentali lo spazio ed i...

20/11/2016

“et je vous jure qu’il ne sort des corps

et que ce sont des CORPS animés.”

Antonin Artaud

“Disperare, disperare, disperare, è

tutto un fabbricare.”

Amelia Rosselli

Arti, braccia, protuberanze; creature di latta dalla meccanica storta, implorante; sculture tolte alla consistenza carnosa, gusci di lamiere, dispositivi rovesciati, apparati dai lunghi, ferrei tentacoli che, azionati, coinvolti, emettono uno schiamazzo di frattaglie.

Francesco Bocchini fabbrica un vero e proprio universo parallelo e claudicante, popolato di fantocci metallici che non serv...

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