ANTON ROCA

 IDENTITÀ ⎢ ALTERITÀ

 

Via Mulino di Sopra 6

San Romano - Mercato Saraceno

DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019 / ORE 18,30

ANTON ROCA

+ MAURO GAZZONI TRIO

Il lavoro di Anton Roca mostra il suo carattere prolifico ed una sete insaziabile di conoscenza e di superamento. Il suo percorso artistico si nutre, negli ultimi vent’anni, da un atteggiamento intensamente riflessivo, perfettamente espresso nella sigla adottata dall’artista già nell'anno 1986: Mental Permanent Factory.

L’operato di Roca costituisce una profonda riflessione sull’identità del soggetto contemporaneo – una problematica che ha connotato in modo decisivo il pensiero occidentale degli ultimi due decenni e che trova nel progetto artistico di Anton Roca un luogo di grande rilievo. Da questa riflessione ne risulta una scrittura al tempo stesso ambiziosa e paradossale, intuitiva e rigorosa, concettuale e testimoniale che dipende da un gran controllo della materia nell’esprimere sia la bellezza della natura umana, sia l’inadeguatezza delle sue volubilità.

Lisanne Nadeau

 

Roca indaga innanzitutto il periodo che stiamo attraversando, che si presenta sempre più caratterizzato come un’epoca di migrazioni. Così come l’accelerazione dei passaggi di frontiera e di assestamento degli ultimi decenni, le distinzioni tra origine e destinazione, esilio e assimilazione, familiare ed estraneo sono diventate sempre più difficili da sostenere. A partire da queste considerazioni, l’artista, interagendo con il mondo esterno, entra costantemente in rapporto con il limite, tanto che approfondendone i contenuti e le metodologie alimenta il desiderio, la volontà, la necessità di attraversarne e di forzarne i recinti ideologici e culturali. Questione che Roca affronta coerentemente, ripensando e superando le demarcazioni tradizionali delle varie discipline e dei vari linguaggi espressivi con il ricorso alla fotografia, al video, all’allestimento quali strumenti della interrelazione tra forma e contesto.

Giancarlo Papi

Anton Roca

L'esordio artistico risale al 1977, e successivamente espone in numerose mostre personali e collettive, in un iter che dalla Catalogna, dove è nato, lo porta attraverso la pratica di una coscienza nomade dell'arte, a viaggiare attraverso l'Europa e parte del Nord America. Nel 1986 apre la Mental Permanent Factory, un immaginario stato mentale di ascolto permanente nel quale esiste una predisposizione al dialogo ed agli scambi continui, nonché a collaborazioni, con artisti provenienti da altri ambiti: musicisti, poeti, scrittori, attori.

Nel 2006 concepisce, insieme alla compagna Cristina, il Rad’Art Project, aprendo nel 2010 lo Spazio Rad’Art, nella località di San Romano del Comune di Mercato Saraceno (FC). Un centro dedicato al sostegno della ricerca in arte contemporanea, attraverso gli scambi internazionali di residenze d’artista, nell’ambito della ricerca visiva e sonora. In questa sede, oltre ad esserne il direttore artistico, tiene un workshop dal titolo ConCorso, dedicato all’educazione dello sguardo, sin dal 2011.

Il suo percorso artistico è stato da sempre condiviso con la didattica. Già dal 1984, come professore di tecniche di pittura presso la Escola Taller d’Art di Valls (Catalogna) e successivamente, nel 1987, già in Italia, come conduttore di un laboratorio di Arte Terapia presso il SIMAP di Bologna. In seguito, come formatore ed esperto di Linguaggio Visivo ® e in qualità di conduttore di laboratori su tematiche specifiche, per le Scuole Comunali di Cesena (FC), di Rimini (RM) e per il Comune di Mercato Saraceno (FC) e, recentemente a Gambettola (FC). 

Opere di Anton Roca si trovano in collezioni pubbliche e private all'interno di un ampio ambito geografico: da Reus e Alcover a Budapest; da Roma a Berlino; da Cesena, dove vive, a Québec.

ll trio di Mauro Gazzoni, assieme ad Enrico Farnedi alla tromba e Samuele Gambarini all’organo hammond, propone una musica di matrice jazzistica caratterizzata da elementi che attraversano il blues arcaico, la musica di New Orleans sino ad arrivare a sonorità in cui il solismo viene messo da parte per dar maggior spazio all’insieme del gruppo. 

MAURO GAZZONI TRIO

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